Immergiti nella storiaLa Littorina

Il clima di fermento che coinvolge tutta la penisola nel XIX secolo con la costruzione di infrastrutture ferroviarie, interessa da vicino anche il territorio Lombardo-Veneto. È la seconda metà dell'Ottocento quando si pongono le basi della ferrovia che doveva unire la città di Mantova a Peschiera del Garda. Tra alterne vicende (cambi di gestione, interruzioni dovute alla prima Guerra Mondiale, modifiche successive al progetto), la linea viene inaugurata a ridosso dell'estate del 1934. Da quel momento la «littorina», tipico convoglio degli anni trenta che prende il nome dalla sua automotrice, scivola parallela al corso del fiume Mincio, interseca le vite di chi ne fa un mezzo per recarsi a scuola o al lavoro, oppure  per ingannare il tempo in una gita fuori porta; scivola lungo la sponda sinistra, si intreccia con la bellezza di questo paesaggio e con le vicende storiche di cui è scena. La ferrovia diventa motore per lo sviluppo dell'economia locale spostando negli anni di funzionamento merci e passeggeri; anticipa i tempi, mettendo in atto un concetto di trasporto integrato ante litteram con i servizi di navigazione del lago di Garda. I raccordi permettono di ampliare le destinazioni raggiungibili fino al bresciano, oltre a svolgere una funzione militare con la connessione nei pressi di Monzambano con una linea verso i depositi bellici di Montevento e Monte Mamaor (Valeggio s/M).
Il Ministero dei Trasporti decreta la progressiva dismissione della linea nel 1966, sostituendo il servizio su rotaia con quello su gomma. Dall'ultima corsa, i tratti della strada ferrata vengono rimossi, lasciando spazio a una involontaria trasformazione che si innesca nel territorio, che vede mutare l’uso di questo tracciato da ferrovia a percorso ciclabile. Inaugurata nel 2000, la ciclabile del Mincio diviene parte della pista EuroVelo 7, accogliendo ogni anno visitatori da tutto il mondo, mostrando una sensibile crescita verso un turismo culturale ed ecosostenibile.
La Littorina del Mincio con la sua presenza vuole raccontare della memoria di questi luoghi, come un fotogramma cristallizzato che trattiene un racconto che abbiamo sentito dalla bocca dei nostri padri e dei nostri nonni. Dunque non solo cibo, non solo un servizio innovativo per la ciclabile e per l'attività di pesca sportiva, ma anche uno spazio di cultura e memoria. Lo sguardo segue la linea di fuga della massicciata verso l'ex stazione di Salionze dove correvano i binari, segno storico ritrovato, che vuole essere evocato e trasmesso al futuro, tempo che noi guardiamo con positività e ottimismo, e che vogliamo interpretare dando un servizio lungo quella che si è trasformata in una delle infrastrutture ciclabili più frequentate d'Europa.

[I cenni storici sono tratti da A. Muratori, La Ferrovia Mantova-Peschiera, GRAF, 1975]

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L’intento del progetto è di promuovere la mobilità sostenibile, nell’ottica di divenire un progetto pilota per lo sviluppo del cicloturismo nell’area del Mincio e delle colline moreniche.

L’attività si trova lungo la vecchia ferrovia Mantova-Peschiera, questo tratto è divenuto ciclo pedonale, è stato recuperato e valorizzato dalla Milò gestioni srl attraverso la realizzazione di una serie di totem informativi che ne raccontano la storia.

È stato realizzato un grande parcheggio ed un ampio plateatico per gustare i piatti preparati dalla cucina distribuito intorno al corpo di fabbrica principale in cui si trovano la zona bar e cucina.

A pochi passi si trova l’area attrezzata dedicata al ciclo-noleggio, alla ciclo-officina per biciclette ed e-bike, uno spazio verde di pertinenza di circa 6000 mq con parco giochi, area sportiva, area verde e area relax.

Contributo erogato: 75.000€
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